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I consulenti tecnici e periti come i panda? Si! Dobbiamo salvare con urgenza i periti dall’estinzione!

I consulenti tecnici e periti come i panda? Si! Dobbiamo salvare con urgenza i periti dall’estinzione!

I consulenti tecnici e periti come i panda? Si! Dobbiamo salvare con urgenza i periti dall’estinzione! Perché? Perché nei convegni, nelle università, nelle sedi più disparate magistrati, avvocati, politici e commentatori giuridici non fanno altro che sottolineare la loro importanza. Certamente, in quanto, in ogni processo o causa in cui vi sia la nomina di un C.T.U. o perito spesso concorrono, per gran parte, alla formulazione della sentenza da parte del magistrato giudicante. Stranamente, quando si parla di come risolvere i problemi della giustizia si considerano sempre magistrati… Qualche volta avvocati… Mai consulenti tecnici e periti. Gli ultimi episodi a conferma?


Il nuovo Ministro Castelli, a cui pur non sembra fare difetto l'iniziativa e lo spirito innovativo, scopre che il Ministero della Giustizia è pieno di magistrati. E questo da solo non può essere un difetto. Scopre, però, che mancano o sono quasi assenti gli avvocati. Questo, in un paese civile e giuridicamente avanzato, doveva sembrare strano molto prima dell’arrivo del nuovo Ministro. Così non è stato! Nell'ottica che tutti gli operatori qualificati del settore sono utili, auspichiamo che il Ministro valorizzi la figura del consulente tecnico e ne favorisca il peso giuridico. A tutela del cittadino, è forse giunto il momento di evidenziare le modalità della selezione professionale di questi operatori, i tempi lunghi delle perizie, nonché i loro costi a volte irrisori, che nessuno dovrebbe dover accettare, a volte scandalosamente "miliardari" che nessuno dovrebbe richiedere. Mi viene in mente, a proposito delle parcelle irrisorie dei periti, che ad un convegno a Lecce un avvocato raccontò una storiella niente male. “Sapete perché in Tribunale gli avvocati penalisti sono sempre vestiti in maniera inappuntabile al contrario degli avvocati civilisti? Perché i penalisti hanno il problema di distinguersi dall’imputato”. Un ingegnere, in un successivo intervento, accodandosi all’esempio, dichiarò ai presenti: “Sapete in un tribunale come riconoscere un consulente tecnico? E’ certamente quello vestito come un poveraccio!”.

Leggo su “Il Messaggero” a firma di Carlo Guarnieri, un articolo molto equilibrato e saggio. Racconta l’attività del nuovo Ministro e giudica positivo l’accesso degli avvocati al Ministero; non una parola, però, sui "poveri consulenti tecnici". La storia evidentemente non insegna nulla. Le decine di perizie per processi come Ustica, Marta Russo… ed ogni altro grande processo in Italia che, in prima istanza, dichiaravano la certezza inoppugnabile della loro tesi salvo, in seconda istanza, dimostrare l’esatto contrario e sottoscrivere nella terza che le prime due erano completamente errate e così all’infinito… All'insegna del "…così è se vi pare…" di pirandelliana memoria. Sembra che tutto questo non interessi a nessuno! Neanche ai cittadini italiani, ignari di pagare penalmente, quando erroneamente inquisiti, e con tasse su tasse quando da liberi cittadini con queste devono concorrere alle spese di giustizia.

Ministro Castelli. Lei ha dimostrato coraggio. Faccia ancora qualcosa di più. Si consulti con qualche perito. Il Collegio Periti Italiani Le ha chiesto un incontro. Lo realizzi. Ascolterà molte cose interessanti.

Arch. Alessio Russo

pubblicato sul quotidiano ITALIA SERA