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OMEOPATIA: una scienza nuova

A molti sarà accaduto almeno una volta di entrare in una farmacia e leggere la scritta "OMEOPATIA", oppure di avere sentito di un amico o di un conoscente che si cura omeopaticamente. Allora cosa è la medicina  Omeopatica? Oggi in clima di ecologia e di lotta all'inquinamento ognuno di noi cerca di allontanare per quanto possibile, tutto quello che è considerato tossico e non salutare. Ricerchiamo, infatti, i cibi più sani e privi di conservanti o di addittivi in genere ed anche se solo sospettiamo che un componente alimentare o di bellezza può essere dannoso lo eliminiamo immediatamente. Non è perciò un caso che gli spots pubblicitari illustrino la genuinità e l'innoquità di ogni prodotto presentato. Si torna così all'antico sapore della nonna, al sapore naturale che non inquina, alle creme di erboristeria, agli infusi depuranti. In questo senso l'Omeopatia è sicuramente una scienza "pulita" sia per l'uomo che con essa si cura, che per il modo con cui vengono preparati i farmaci.

La medicina Omeopatica nasce nel XVIII sec. con un medico tedesco Samuel Hahnemann e da allora si è diffusa ormai in  molti paesi, con più o meno successo. I farmaci usati vengono raccolti in natura, senza interventi chimici tossici, e vengono diluiti moltissime volte e scossi in modo particolare. Proprio per questo tipo ano-malo di preparazione, la scienza ufficiale accusa i medici omeopatici di somministrare solamente acqua e zucchero e di esercitare la propria azione terapeutica per mezzo di capacità personali, più o meno valide ed ortodosse. Certo è che ormai migliaia sono coloro che stanno bene o meglio proprio per l'Omeopatia, che nulla ha di esoterico o di magico, nè tanto meno di falso e di inventato. Quante volte i medici omeopatici alla fine della visita si sentono fare le domande: "Ma dottore questa medicina che mi dà a cosa serve? Quali controindicazioni ha? La posso ripetere se mi trovo bene?" Sono tutte domande legittime e giuste ma la risposta non è semplice. Infatti sperimentalmente si possono osservare solo gli effetti clinici ai diversi livelli: emotivo - intellettivo e fisico fino al ritorno dello stato di salute. Ma oltre questo non si può fare alcun'altra affermazione basata su corrette prove scientifiche e che possa mostrare i punti di azione del medicamento omeopatico.
A tutt'oggi nessuno sa come e dove esso agisce, abbiamo la guarigione di una persona, ma non sappiamo perchè. Chi pratica l'Omeopatia sa comunque che la causa della malattia non è sempre indispensabile per la terapia, poichè aldilà del batterio o virus che scatenano una febbre, ci sono il calore, il malessere, i brividi, la sete, i sintomi insomma con cui lo stato febbrile si presenta: sono questi che vanno eliminati. Quindi noi omeopati in questo caso cercheremmo di avere il maggior numero di informazioni su come il paziente sta vivendo quello stato e tramite queste prescrivere il medicamento. Si potrebbe addirittura dire che la diagnosi patologica non è indispensabile. Questo si spiega considerando l'epoca storica in cui Samuel Hahnemann si trovò a studiare l'uomo malato; quando certamente non esistevano mezzi clinici e strumentali che spesso oggi tanto sono necessari per arrivare alle diagnosi più esatte e complete.
Noi omeopati siamo innanzitutto medici e come tali richiediamo più informazioni possibili su ogni persona che dobbiamo curare. Molte volte la diagnosi medica ci può aiutare a capire la gravità del caso e quindi a scegliere con maggiore precisione e a seguire con obbiettività la sua evoluzione. Ciò non vuol dire comunque limitare lo studio del malato ma anzi aggiungere osservazioni alla diagnosi omeopatica che può così essere completata ed ampliata con risultati di analisi cliniche e strumentali. La differenza sostanziale e radicale tra la medicina ufficiale e quella omeopatica è il diverso oggetto di studio. Mentre per la prima sono gli agenti esterni (virus, batteri, sotanze tossiche oppure anomalie fisiche e genetiche) il centro di indagine e di attacco terapeutico; per la seconda non è indispensabile conoscere la causa della malattia, ma come questa è vissuta dal paziente. Queste teorie così diverse potrebbero comunque trovare un punto di contatto nella definizione di "portatore sano", usato dalla medicina ufficiale per coloro che pur avendo in sè un virus non si ammalano. Vengono così definiti sani coloro che portano un agente infettante, ma non soffrono alcun disturbo, perciò, non presentano sintomi. In Omeopatia l'assenza di sintomi è salute.
Grazie a questa medicina ognuno non è più solo vittima inerte di fronte agli agenti patogeni esterni che pullulano la nostra terra. Infatti la guarigione omeopatica "chiama in causa" le forze naturali dell'organismo umano e cerca di aiutarlo a raggiungere il proprio equilibrio tramite uno stimolo farmacologico che attiverà le capacità di guarigione di ogni malato. Così quando avremo una una polmonite, una cefalea, un'otite, un'epatite, un'ulcera, un eczema o tante altre malattie con il giusto rimedio sapremo difen-derci e vincere la battaglia della guarigione. Noi siamo i primi responsabili della salute e dell'equilibrio del nostro corpo e con i farmaci sbagliati, con abitudini di vita sbagliata, con una errata alimentazione possiamo inquinarlo ed alterarlo.

Dott.ssa Carla Biader Ceipidor

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